Come un esploratore, Alessandro, va alla ricerca di tracce del passato che si nascondono tacitamente tra le nuove costruzioni di una metropoli come Milano. Con accurata attenzione e con la sua inconfondibile impronta stilistica, il fotografo analizza un territorio, sconfinando dal centro abitato più modaiolo. Si imbatte in Ex cinema, scuole e officine, scuderie abbandonate e interi edifici, ci conduce in un piccolo viaggio alla scoperta di alcuni gioielli nascosti dell’urbis milanese. Alessandro immortala luoghi che, in un latente deterioramento, ritornano ad avere un’identità mancata e dimenticata. Luoghi fermi nel passato, dove lo spazio si interseca col tempo e dove il tempo scorre sotto gli occhi dei passanti. Non si può far altro che notare un degrado che prende il sopravvento lasciando che questi luoghi eclissati restino ancorati al loro passato. Alessandro, si avventura nel cuore storico del quartiere Niguarda, in via Passerini 13 incontra Villa Trotti-Bentivoglio che dal 2009 vive nella sua solitudine, poi verso Rovereto e proseguendo in direzione Parco Trotter vede emergere dalla vegetazione l’Edificio dell’acqua potabile, 800 metri quadrati disposti su due piani, li abbandonato dal 1969. Poco lontano dalla storica Piazza delle Cinque giornate, quartiere invaso da attività commerciali di ogni tipo, a due passi dal rinomato IED (Istituto Europeo di Design) al civico numero 14 di corso XXII Marzo, scruta un edificio, un ex cinema, in stato d’abbandono  e nota come oramai la gente del quartiere si sia abituata a convivere col rudere. Successivamente si dirige verso la tangenziale ovest, in via Noale, immerso in una folta vegetazione, scopre un possente edificio, considerato un capolavoro dell’architettura brutalista ridotto in stato di grave abbandono, l’Istituto Marchiondi Spagliardi. Questa contrapposizione di eclatante architettura e avanzato degrado la incontra anche presso le Scuderie de Montel, vicino al colossale Stadio San Siro. Durante la sua ricerca incrocia, altresì, esempi di rifacimento e di riadattamento a nuove funzione come la Casa dell’Opera Nazionale il cui edificio è stato interessato dall’avvicendamento di attività e dal conseguente adeguamento, ciò non ne ha impedito il degrado, oggi piuttosto diffuso; altro esempio di riutilizzo è la Stazione di servizio Agip in Piazzale Accursio rimasta in attività sino alla metà degli anni Ottanta ed è tuttora legata al settore automobilistico ospitando in una parte del fabbricato l’attività di un gommista. Questo viaggio ci porta indietro, nel passato, e ci racconta una storia. In questi spazi passato e presente insieme si amalgamano ma sono discordanti, si scontrano ma convivono. Coesistono in una metropoli che si  muove velocemente e che freneticamente rincorre le avanguardie e la modernità, lasciandosi alle spalle un passato, un passato tuttavia presente, visibile e nel contempo nascosto, mimetizzato. Scaturisce dall’attenta analisi di questo lavoro, una forte contrapposizione di strutture, di architetture, di luoghi e di forme. Così, nel nostro presente, questi Luoghi silentemente resistono e tutti noi abbiamo modo, esaminando le fotografie di Alessandro, di  percepire il tempo come un fiume nel quale si susseguono passato, presente e futuro.  Quello di Alessandro è un’investigazione che non si ferma alla mera rappresentazione visiva, ma sente la necessità di INDAGARE, di ricostruire la storia di questi edifici e il fotografo stesso si assegna il compito di scovare ulteriori protagonisti di una Milano Nascosta. Quasi come un atto di denuncia, ci guida con i suoi occhi, lasciandoci con degli interrogativi: cosa riserva il futuro a questi luoghi? Come è possibile in una società così sviluppata non riuscire a trovare una soluzione all’avanzare del tempo?  Intanto, in silenzio, come fantasmi, questi luoghi ingabbiati dall’avanzare del nuovo attendono un destino.

© 2019 | Pamela Barba (editor)

Hidden – Milano e il suo abbandono