METAMORPHOSI è il mio viaggio intorno e dentro la periferia di Bari.

L’ho osservata per comprendere la Nova Polis levantina, fatta di colore e materia dove gli spazi si trasformano in tante, nuove e diverse dimensioni. La periferia diventa oggi il centro vitale di una nuova identità abitativa. Viene fuori un’esterno che si fa luogo abitato e le dinamiche del quotidiano sovrastano le macerie che è solito vedersi in altre città meridionali. Il quartiere di Enziteto, per esempio, prende la forma di un luogo colorato e gradevole agli occhi grazie ad una tinteggiatura degli esterni di alcuni palazzi che quasi “risorgono” dal grigiore che li circondava. La Metropolitana di terra é ora la nuova spina dorsale di Bari, l’attraversa e fa in modo che riconnette la periferia con il centro murattiano. Dice Renzo Piano nel suo Rammendo delle periferie: “È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli.” Osservando la sua periferia Bari diventa un nuovo luogo che vuole emergere e creare un modello nuovo di innovazione e coesione per tutta la Puglia. Ho visto una Bari in continua Metamorfosi e’ questo le mie fotografie lo testimoniano. Bari è dinamica e vogliosa di scrollarsi quell’atavico senso di decadentismo del Sud. Tanto é stato fatto ma molto si deve ancora fare per “raccordare ancora meglio” il centro con questa nuova periferia. Era facile fotografare il degrado ma il mio voleva e doveva essere un omaggio alle architetture interessanti che ho incontrato.

Il paesaggio urbano e periferico di Bari diventa luogo abitato appunto.


 La Città Nuova di Franco Sortini