Alessandro Capurso è dEntro e ci racconta delle storie.

Dall’interno si vede l’Incuria (hominis), la ruggine, vetri rotti, scritte oscene.
Immortalarle è un dovere per l’artista. Diviene monito, ma anche rielaborazione. “Vede, disse l’uomo seduto di fronte a me nel treno, – io mi occupo di polvere, nient’altro che di polvere”, e lo disse con una finta nostalgia di non essersi occupato di cose più consistenti, in realtà lasciando intendere che la polvere era un universo ricco e variegato, del quale certamente io non sapevo nulla. “Immagino che per lei la polvere sia soltanto un fastidio, trascuratezza e invecchiamento del mondo, invece è piena di novità”

ENTRO testo di Pierluca Cetera